Allulosio: spiegazione del dolcificante di nuova generazione

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Allulosio: spiegazione del dolcificante di nuova generazione

La ricerca di alternative allo zucchero più sane ha portato a un nuovo contendente: l’allulosio. A differenza degli zuccheri tradizionali, dei dolcificanti artificiali e persino degli alcoli zuccherini, l’allulosio offre un profilo unico con potenziali benefici, ma anche limiti. Questo articolo analizza la scienza dietro l’allulosio, i suoi effetti sul peso e sullo zucchero nel sangue e quanto è eccessivo.

Il problema dei dolcificanti

Per decenni, quando si tratta di dolcificanti, i consumatori hanno dovuto affrontare un compromesso tra gusto e salute. Lo zucchero e lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio contribuiscono all’obesità, al diabete e ai problemi metabolici. I dolcificanti artificiali (NutraSweet, Splenda) offrono zero calorie ma devono affrontare problemi di sicurezza. Gli alcoli di zucchero (sorbitolo, xilitolo) causano disturbi digestivi. L’allulosio emerge come una potenziale soluzione di quarta generazione, ma non è esente da avvertimenti.

Cos’è l’allulosio?

L’allulosio è uno “zucchero raro” presente in natura e presente in piccole quantità nella frutta come fichi e uvetta. Tuttavia, la produzione commerciale si basa sull’ingegneria enzimatica con microrganismi geneticamente modificati per creare quantità su larga scala. Questo processo consente una fornitura del dolcificante economicamente vantaggiosa, sebbene tecnicamente progettata.

Allulosio e controllo del peso

Ricerche recenti suggeriscono che l’allulosio può aiutare nella perdita di grasso. Uno studio che ha coinvolto oltre 100 partecipanti ha mostrato riduzioni significative del grasso corporeo in gruppi che consumavano 4-7 grammi di allulosio due volte al giorno per 12 settimane, senza alcuna modifica alla dieta o all’esercizio fisico. Sebbene promettenti, gli effetti a lungo termine e la coerenza di questi risultati richiedono ulteriori indagini. I livelli di colesterolo LDL sono rimasti stabili in questi studi.

Impatto sui livelli di zucchero nel sangue

L’effetto dell’allulosio sullo zucchero nel sangue è modesto. Gli studi dimostrano una riduzione del 15% dei livelli di zucchero nel sangue 30-60 minuti dopo il consumo nei soggetti diabetici borderline, ma l’effetto diminuisce rapidamente. Gli studi a lungo termine non mostrano alcun impatto significativo sul peso o sulla glicemia con un’assunzione costante di allulosio. Le meta-analisi suggeriscono che il beneficio acuto è “al limite significativo”, il che significa che potrebbe non tradursi in miglioramenti sostanziali e duraturi.

Sicurezza e tollerabilità

L’allulosio sembra essere più sicuro per la salute dentale dello zucchero, poiché non viene metabolizzato dai batteri che causano la carie. Tuttavia, dosi elevate possono causare problemi gastrointestinali. La diarrea grave si verifica a dosi superiori a 0,5 grammi per chilogrammo di peso corporeo (circa 10 cucchiaini da tè). L’assunzione giornaliera dovrebbe rimanere inferiore a 18 cucchiaini da tè (0,9 g/kg) per evitare nausea, dolore addominale e mal di testa.

Il verdetto

L’allulosio rappresenta un’alternativa convincente ai dolcificanti convenzionali. Il suo potenziale di perdita di grasso e l’impatto minimo sullo zucchero nel sangue lo rendono un’opzione interessante. Tuttavia, i suoi benefici non sono un lasciapassare per abbandonarsi ad abitudini alimentari malsane. La moderazione è fondamentale e i consumatori dovrebbero essere consapevoli dei potenziali effetti collaterali di un consumo eccessivo.

In definitiva, l’allulosio è un altro strumento nella cassetta degli attrezzi per uno stile di vita più sano, ma non è una bacchetta magica.