Le vertigini croniche sono una condizione frustrante spesso liquidata come ansia, disidratazione o semplicemente stress. Tuttavia, per molti, la causa principale potrebbe essere qualcosa di più specifico: la sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POTS), un disturbo del sistema nervoso autonomo che viene spesso trascurato dagli operatori sanitari.
Cos’è POTS?
La POTS si verifica quando il corpo fatica a regolare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna quando si sta in piedi. Il sistema nervoso autonomo, responsabile di funzioni involontarie come la digestione e la frequenza cardiaca, non funziona correttamente. Nello specifico, la POTS viene diagnosticata quando la frequenza cardiaca aumenta di 30 battiti al minuto (o 40 per gli adolescenti) entro dieci minuti dalla posizione eretta, senza un corrispondente calo della pressione sanguigna.
I sintomi sono di ampia portata, tra cui:
- Vertigini ortostatiche (vertigini in posizione eretta)
- Stordimento
- Fatica
- Nebbia cerebrale
- Palpitazioni cardiache
- Intolleranza all’esercizio
La POTS colpisce in modo sproporzionato le donne – cinque volte più spesso degli uomini – e può emergere durante la pubertà, dopo infezioni virali (come COVID-19) o cambiamenti ormonali.
Perché POTS viene spesso mancato
Il problema non è la mancanza di diagnosi, ma la mancanza di riconoscimento. I neurologi si concentrano tipicamente sui problemi dell’orecchio interno (emicrania vestibolare, vertigini posturale-percettive persistenti) quando le vertigini sono il disturbo principale. Il POTS spesso non è incluso nella formazione medica standard. Ciò significa che spesso è “un pezzo mancante del puzzle”.
La sovrapposizione tra POTS e ansia complica ulteriormente le cose. Entrambe le condizioni condividono sintomi sovrapposti come battito cardiaco accelerato, vertigini e difficoltà di respirazione, portando a una diagnosi errata. A molti pazienti viene inizialmente detto che i loro sintomi sono psicologici, ritardando di anni un trattamento adeguato.
Come ottenere la diagnosi
La diagnosi di POTS è semplice:
- Test in piedi di 10 minuti: una semplice valutazione ambulatoriale in cui la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna vengono monitorate dopo essere rimasti in piedi per dieci minuti.
- Test del tavolo inclinabile: Il gold standard, che prevede l’essere legati a un tavolo che si inclina in posizione verticale mentre si monitorano i segni vitali.
Se sospetti la POTS, richiedi specificatamente test autonomici al tuo medico. Non tutti gli operatori hanno familiarità con questi test, quindi potrebbe essere necessario consultare un cardiologo, un neurologo o uno specialista del sistema autonomo.
Trattamento e sostegno
Sebbene non esista una cura, i sintomi della POTS possono essere gestiti con:
- Aumento dell’assunzione di liquidi e sale (sotto controllo medico).
- Indumenti compressivi.
- Programmi di esercizi graduali.
- Gestione dello stress.
Se le vertigini croniche persistono, difendi te stesso:
- Chiedi direttamente al tuo medico informazioni sul test POTS.
- Tenere un diario dettagliato dei sintomi.
- Chiedere una seconda opinione in caso di licenziamento.
Le vertigini croniche non sono sempre “solo stress”. La POTS è una condizione reale e diagnosticabile che merita considerazione, soprattutto quando altre spiegazioni non sono sufficienti.
Ignorare la possibilità di POTS significa trascurare una causa significativa di vertigini croniche. Una corretta valutazione è essenziale per coloro i cui sintomi rimangono inspiegabili.



















