Si prevede che una forte tempesta invernale colpirà gran parte degli Stati Uniti questo fine settimana, portando forti nevicate, ghiaccio e temperature pericolosamente fredde. Mentre i pronto soccorso tendono a essere silenziosi durante i temporali, nelle ore e nei giorni successivi si verifica un prevedibile aumento dei pazienti. Non si tratta dell’impatto immediato della tempesta; riguarda gli infortuni e le malattie prevenibili che ne conseguono.
Perché è importante: Le visite al pronto soccorso post-tempesta non sono casuali. Sono guidati da rischi prevedibili: affaticamento cardiaco causato dallo spalare, cadute sul ghiaccio, avvelenamento da monossido di carbonio ed emergenze legate al freddo. Comprendere questi rischi ora può ridurre significativamente le possibilità di aver bisogno di cure ospedaliere in seguito.
I pericoli nascosti: cosa mostrano i dati
La ricerca dimostra costantemente l’impatto sulla salute post-tempesta. I ricoveri cardiovascolari aumentano del 23% dopo forti nevicate, le visite legate al freddo rimangono elevate e le cadute aumentano del 18% nella settimana successiva a nevicate anche moderate. Le tempeste di ghiaccio sono particolarmente pericolose e provocano più feriti delle sole tempeste di neve. Le interruzioni di corrente aggravano questi rischi, creando un effetto a cascata di emergenze prevenibili.
Sei passaggi per restare al sicuro dopo la fine della neve
Basandosi su anni di esperienza come medico di pronto soccorso, ecco come evitare di diventare parte dell’ondata post-tempesta:
1. Monossido di carbonio: il killer silenzioso
Quando viene a mancare la corrente, le persone si rivolgono a pericolose alternative al riscaldamento. I generatori utilizzati all’interno o troppo vicini alle case, alle griglie e ai fornelli da campo producono tutti monossido di carbonio, un gas inodore e incolore. La neve può anche bloccare le prese d’aria del forno, provocando un riflusso.
I sintomi iniziano con affaticamento, vertigini e nausea, che imitano l’influenza. L’avvelenamento grave porta al disorientamento, alla perdita di coscienza e alla morte. Non avviare mai i generatori all’interno o in spazi chiusi. Assicurarsi che i rilevatori di monossido di carbonio siano installati e testati.
2. Spalare la neve: un test da sforzo cardiaco
Spalare è uno dei principali rischi post-tempesta. Si stima che ogni anno circa 11.500 americani finiscano al pronto soccorso a causa dello spalamento della neve, con 1.647 morti documentate in 17 anni. L’aria fredda restringe i vasi sanguigni e il sollevamento di pesi aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.
Tratta lo spalare come un esercizio intenso : segui il ritmo, solleva piccole quantità e fai pause frequenti. Interrompi immediatamente se senti pressione al petto, mancanza di respiro o dolore che si irradia al braccio o alla mascella.
3. Ghiaccio: il pericolo letterale di caduta
Le cadute post-tempesta sono notevolmente più elevate del normale. Uno studio di Filadelfia ha rilevato che gli infortuni da caduta erano 13,4 volte più probabili dopo la neve. Questi spesso provocano fratture del polso (lesioni “FOOSH”) o traumi cranici, particolarmente pericolosi per gli anziani.
Cammina come un pinguino : passi brevi, piedi leggermente divaricati. Ricordare ai vicini anziani di restare in casa finché le strade non saranno ripulite. Le fratture dell’anca dovute a cadute possono portare a complicazioni a lungo termine.
4. Guidare sul ghiaccio: una scommessa che non vale la pena correre
Le condizioni di guida più pericolose si verificano dopo che smette di nevicare, quando si forma il ghiaccio nero. Ogni anno si verificano migliaia di incidenti e centinaia di vittime su strade ghiacciate.
Se possibile, attendere che gli addetti al trasporto sgombrino le strade. Se devi guidare, rallenta, aumenta la distanza ed evita movimenti bruschi. Tieni il serbatoio pieno e porta con te il kit invernale: coperte, cibo, acqua, torcia.
5. Lesioni da freddo: molto più che un semplice congelamento
L’ipotermia e il congelamento non sono solo per gli avventurieri. I ricoveri ospedalieri legati al raffreddore aumentano di 3,7 volte durante forti nevicate e rimangono elevati per quasi una settimana.
Il congelamento varia dall’intorpidimento al tessuto annerito e morto. L’ipotermia inizia con brividi ma progredisce fino a confusione e sonnolenza. Se sospetti un congelamento, riscalda delicatamente l’area e consulta un medico. In caso di ipotermia, chiedere immediatamente aiuto se qualcuno è confuso o sonnolento.
6. Controllare i vulnerabili: una responsabilità della comunità
I rischi maggiori ricadono su coloro che sono meno preparati: gli anziani, le persone che vivono sole e coloro che non dispongono di fonti di calore o di energia elettrica affidabili.
Una semplice chiamata può salvare una vita. Chiedi se hanno il riscaldamento e un modo sicuro per cucinare e caricare i loro telefoni. Aiutateli a risolvere i problemi prima che le condizioni peggiorino. I rischi di tempesta non finiscono quando smette di nevicare; amplificano le disuguaglianze esistenti.
Il punto è: le tempeste invernali pongono pericoli prevedibili e prevenibili. Comprendendo questi rischi e adottando semplici precauzioni, puoi proteggere te stesso e i tuoi cari e ridurre la pressione sui servizi di emergenza già oberati. Dai priorità alla sicurezza prima, durante e dopo la tempesta.
