Per molti, gli screening medici di routine come le colonscopie portano con sé risultati prevedibili: lievi infiammazioni, emorroidi o segni di usura legati all’età. Tuttavia, Cynthia Thurlow, infermiera e autrice di The Menopause Gut, ha recentemente sperimentato un risultato medico che ha sfidato la norma.
Durante il suo ultimo screening, il suo gastroenterologo, che ha avuto accesso a 20 anni della sua storia medica, ha notato un notevole miglioramento dei suoi risultati rispetto all’esame del 2020. Il medico fu così colpito dalla salute del suo colon che lo descrisse come “incontaminato” e le chiese cosa fosse cambiato.
La risposta è stata semplice ma rivoluzionaria: Un aumento radicale dell’assunzione di fibre.
La scienza delle fibre e della salute ormonale
Thurlow si riferisce alla fibra come “la nuova parola F” a causa della frequenza con cui viene trascurata nelle diete moderne. Tuttavia, per le donne che attraversano la perimenopausa e la menopausa, la fibra è più di un semplice aiuto digestivo; è uno strumento fondamentale per la gestione ormonale.
Poiché i livelli di estrogeni e progesterone diminuiscono durante la menopausa, anche la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) da parte dell’organismo tende a diminuire. Gli SCFA sono molecole di segnalazione essenziali prodotte quando il microbioma intestinale fermenta la fibra alimentare. Queste molecole svolgono diversi ruoli vitali:
– Ridurre l’infiammazione sistemica
– Regola la produzione naturale di GLP-1 (che aiuta a gestire la glicemia e l’appetito)
– Supportare l’integrità della barriera intestinale (prevenendo la “perdita intestinale”)
I benefici di un’elevata assunzione di fibre si estendono oltre il tratto digestivo. Uno studio del 2025 che ha coinvolto oltre 7.700 donne in postmenopausa ha rivelato che quelle con il più alto consumo di fibre avevano tassi significativamente più bassi di mortalità per tutte le cause e cardiovascolare rispetto a quelle con l’assunzione più bassa.
Colmare il “gap della fibra”
Esiste un’enorme discrepanza tra ciò che consumano gli americani e ciò di cui effettivamente hanno bisogno i loro corpi. Mentre la maggior parte degli americani ha una media di circa 10 grammi di fibre al giorno, gli esperti sanitari consigliano un obiettivo compreso tra 25 e 30 grammi.
Quando l’apporto di fibre è insufficiente, al microbioma intestinale manca il “carburante” necessario per produrre SCFA protettivi, il che può portare a un ecosistema squilibrato e a un aumento dell’infiammazione.
Una nota sull’implementazione: lenta e costante
Se al momento stai consumando piccole quantità di fibre, non tentare di triplicarne l’apporto da un giorno all’altro. Il tuo microbioma richiede tempo per adattarsi a un carico di lavoro più elevato. Aumentare troppo rapidamente le fibre può portare a disturbi digestivi, come gonfiore e gas. L’obiettivo è un aumento graduale che consenta ai batteri intestinali di sviluppare capacità.
Modi pratici per potenziare la fibra quotidiana
Aumentare l’apporto di fibre non richiede una revisione completa della dieta. Piccole e costanti aggiunte ai pasti esistenti possono fare una differenza significativa:
- Incorpora i legumi: aggiungi le lenticchie a zuppe, stufati o ciotole di cereali.
- Condisci le tue insalate: usa fagioli neri, ceci o fagioli bianchi per aggiungere fibre e proteine.
- Boost Smoothies: mescola un cucchiaio di semi di lino e di chia; forniscono un alto contenuto di fibre senza alterarne il sapore.
- Diversificare le fonti: Ricorda che le fibre non si trovano solo nelle verdure a foglia verde: semi, legumi e cereali integrali sono ugualmente importanti.
- Considera gli integratori: se raggiungere i tuoi obiettivi solo con cibi integrali è difficile, un integratore di fibre può fungere da utile ponte.
Conclusione
Sebbene i cambiamenti nella dieta non possano garantire una perfetta salute intestinale per tutti, l’esperienza di Cynthia Thurlow evidenzia il profondo impatto che le fibre hanno sulla salute interna. Dando priorità alle fibre, fornisci al tuo microbioma gli strumenti essenziali necessari per combattere l’infiammazione e sostenere il benessere a lungo termine.




















